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CHIESA DI S. LUCIA E S. APOLLONIA

La chiesa di Santa Lucia e Santa Apollonia dista circa cento di metri da Valvinera. Sebbene abbia una doppia dedica, è normalmente conosciuta come la chiesa di S. Lucia. Il confine tra i comuni di Castagnole Monferrato e di Refrancore è segnato dal ruscello, “u ri 'd Varvinera”, che scorre parallelo alla cappella a circa 20 m, affluente del rio Gaminella. Di conseguenza, Valvinera si trova sotto la giurisdizione del comune e della parrocchia di Castagnole mentre Santa Lucia si trova sotto Refrancore. I confini, si sa, attingono alla sfera politico/amministrativa e non a quella degli affetti. Infatti il confine non ha mai rappresentato un ostacolo e la chiesa è amatissima dagli abitanti della frazione che partecipano numerosi alle due uniche funzioni che vi si celebrano ogni anno. La prima, nella II metà di Agosto, con data che dipende dalla disponibilità del parroco di Castagnole o Refrancore, è dedicata alla commemorazione e al ricordo di tutti i defunti della borgata. La seconda messa si celebra il giorno di Santa Lucia, il 13 dicembre. Le spese di manutenzione, notevoli a causa del terreno umido ed instabile su cui è costruita, sono quasi totalmente a carico degli abitanti della borgata. Nel giorno di Santa Lucia si svolge anche la tradizionale asta, “l'incant” come si dice da queste parti, un modo per raccogliere un po' di soldi da destinarsi alla manutenzione. Vista con gli occhi disincantati di quelli che non hanno vissuto questa tradizione sin dalla più tenera età, l'asta si presenta come una abitudine piuttosto curiosa! Gli abitanti mettono all'asta le cose semplici di casa, una paio di barattoli di pesche sciroppate, bottiglie di conserva di pomodoro e così via. Niente di prezioso o costoso. Gli stessi abitanti poi si ricomprano all'asta le cose messe a disposizione dai compaesani con un intreccio tra domanda ed offerta bizzarro ed originale! Sarebbe sicuramente più semplice fare un'offerta ma … questa è la tradizione di sempre, che rispecchia, a mio avviso, il carattere dei valvineresi. Si sentono più legittimati a dare un contributo pecuniario se vi è, a fronte, qualcosa di materiale, reale e visibile. Cenni storici L'aspetto attuale della cappella è conseguenza del radicale restauro effettuato nel 1905 che ha comportato l'abbattimento della preesistente chiesa. L'immagine che segue mostra la chiesa come si presentava negli anni '60. Un delizioso, piccolo campanile abbelliva e completava l'insieme. Il campanile ha dovuto essere abbattuto nel corso dell'ultimo restauro poiché, privo di base a terra, si appoggiava sul soffitto della chiesa pregiudicandone la stabilità. È rimasta la corda della campana che pende dal soffitto nell'angolo destro della chiesa. In realtà una cappella dedicata a Santa Lucia era presente in quella zona già nella seconda metà del 1500. Il terreno su cui è stata costruita, un campo del beneficio parrocchiale, presentava, allora come oggi, notevoli problemi di umidità e compattezza. Per questi motivi la chiesetta ha sempre richiesto notevoli e frequenti interventi di restauro. Si hanno documenti di un primo restauro nel 1619 con promessa di provvedervi da parte del principe Giovanni Tocco. I Tocco furono gli ultimi feudatari di Refrancore, principi di Acaja e di Montemiletto, discendenti di un'illustre stirpe longobarda del beneventano, imparentata, come con i principi di Macedonia e, dal XVIII secolo, con la casa reale di Scozia, gli Stuart. Una famiglia importante e molto potente, che resse il feudo fino al 1829 ma che però, risiedendo a Napoli, ebbe pochi motivi di interesse per il piccolo paese monferrino, lasciato alle cure di avidi procuratori locali. Nel 1829 l'avvocato Clemente Maggiora acquistò il castello ed i beni allodiali dai Tocco decretando la fine di ogni reminiscenza feudale di Refrancore. Nel 1635 la chiesa viene distrutta da un uragano. La sua ricostruzione viene fatta a spese del Nobiluomo Giovanni Clivio, una delle più ricche e potenti famiglie di Refrancore di quel tempo. Nel 1736 è soggetta ad un secondo restauro. Il pavimento e l'altare furono rifatti. Da documenti del 1742 si sa che "il soffitto è a volta, il pavimento in mattoni e ha due finestre verso sud e altre due ai lati della porta di ingresso". La chiesa risulta in buone condizioni nel 1765 e nel 1836, mantenendosi con le elemosine raccolte.Come si è detto, l'ultimo radicale restauro con rifacimento completo è del 1905 o del 1912. La data è contraddittoria. Dai documenti parrocchiali risulterebbe 1912 ma, su una lapide a sinistra della porta di ingresso, si può leggere la data 1905. Quindi, o la lapide apparteneva alla precedente chiesa o il restauro è stato fatto nel 1905. Altri interventi di restauro si ebbero nel 1990 (come attesta la lapide a sinistra della porta d'ingresso) e nel 2011 con interventi di abbellimento sia all'interno che all'esterno dell'edificio. Dal 3 giugno 2012 un'opera d'arte dell'artista Alzek Misheff ha impreziosito ulteriormente la chiesetta. Si tratta di una tela dedicata alle Sante Apollonia e Lucia, che ha trovato collocazione sulla parete sinistra. La chiesa è di discreta fattura, probabilmente la migliore tra le chiese analoghe dei dintorni. Ha dimensioni esterne 6 x 10,5 m2, notevoli per una chiesa campestre, con un pronao che si estende di circa 3m. Quattro colonne, di cui le due centrali di un pregevole ed omogeneo granito bianco (Mortorfano?) chiudono il pronao e sorreggono il timpano. È costruita in mattoni rossi a vista che la rendono ben visibile in mezzo al verde circostante. Si accede attraverso una porta lignea con mondanature che ne impreziosiscono l'aspetto. Due finestrelle monofore laterali chiudono ed abbelliscono la facciata. Un piccolo spiazzo erboso esalta lo stile di ispirazione neoclassica della facciata. L'interno è piuttosto semplice. Molto luminoso, prende luce dalle due finestre ai lati della porta di ingresso e da quattro finestre laterali monofore. Le dimensioni sono tali da permettere di assistere alla messa ad un sessantina di persone, di cui una cinquantina sedute. L'altare moderno, in marmo bianco su cui si celebra la messa con il rito stabilito dall'ultimo Concilio, precede l'altare più antico, anche esso di marmo bianco con venature grigie su cui sono incisi deliziosi motivi a foglie di edera, lanceolate e fiori. Le due statue di S. Lucia e S. Apollonia dominano l'altare e sono poste in due edicole protette da vetri, impreziosite da colonne, archi a tutto sesto ed angioletti. Sono di fattura discreta sebbene non antiche. Ai lati dell'altare, due alte mensole, abbellite da lavori all'uncinetto e fiori, sostengono due statue di circa 1 m di altezza, una rappresenta Cristo Salvatore e l'altra una Madonna con bambino. A desta vi è una immagine di S. Lucia, circondata da ex-voto costituiti da fotografie di militari di Valvinera tornati indenni dalla II guerra mondiale, evidente segno dell'affetto e devozione dei valvineresi verso questa cappella e la Santa a cui è dedicata.

(testi di Angelo Maggiora - si ringrazia l'autore)

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Chiesa di S.Lucia e S.Apollonia Chiesa di S.Lucia e S.Apollonia (2,36 MB)